Las greñas de Lola (I capelli arruffati di Lola)
Silvia Serreli, Las greñas de Lola (I capelli arruffati di Lola), ill. Anna Laura Cantone,
trad. Maria Llopis, Ediciones Jaguar, Madrid, 2024, pag. 32, Collana MIAU, età di lettura dai
3 anni.
È arrivato in redazione come dono questo albo spagnolo che, pur non essendo di fresca
pubblicazione, recensisco volentieri perchè merita senz’altro attenzione. La speranza è che
qualche casa editrice italiana decida di tradurlo e portarlo anche nel nostro panorama
editoriale.
Il volume si presenta estremamente curato, con una solida copertina cartonata capace di
catturare lo sguardo fin dal primo momento. Il suo punto di forza risiede nella perfetta
armonia tra testo e illustrazioni: l’autrice costruisce una narrazione ironica e leggera, mentre
le immagini amplificano e arricchiscono il racconto con un linguaggio visivo altrettanto
brillante e intelligente. Ne nasce una sequenza di tavole vivaci e ricche di dettagli, in grado di
coinvolgere lettori di tutte le età.
Protagonista è Lola, una bambina dai capelli lunghissimi che spesso le coprono gli occhi, ma
che non ha alcuna intenzione di tagliarli. Dietro questa scelta, apparentemente capricciosa, si
nasconde in realtà un bisogno profondo: quello di preservare la propria identità. Per Lola, i
capelli non sono soltanto un elemento estetico, ma una parte essenziale di sé, un modo per
riconoscersi e sentirsi al sicuro in un mondo che chiede continuamente di cambiare.
Nonostante i tentativi insistenti dei genitori di convincerla ad andare dalla parrucchiera, Lola
resta irremovibile. Le piace assomigliare al suo cane Rufus, figura affettiva e rassicurante, e
teme il giudizio degli altri. Il rifiuto del taglio diventa così una forma di autodeterminazione:
Lola difende il diritto di essere sé stessa, opponendosi a un cambiamento che percepisce
come imposto e potenzialmente destabilizzante. Scoprire gli occhi, specchio dell’anima, la
renderebbe vulnerabile e questo la spaventa moltissimo.
Il racconto, con tono leggero e ironico, affronta quindi temi profondi come la costruzione
dell’identità, la paura del cambiamento e il bisogno di accettazione. L’espediente
immaginifico del padre — che prospetta una chioma trasformata in rifugio per uccelli —
introduce una dimensione ludica che, più che spaventare, invita a rielaborare la situazione
attraverso il gioco e l’immaginazione, strumenti fondamentali nell’elaborazione emotiva
infantile. Resta allora una domanda: quale strategia di mamma e papà, riuscirà davvero a
entrare in sintonia con il mondo interiore di Lola, rispettandone i tempi e i bisogni?
Nel complesso, si tratta di un albo illustrato riuscito, capace non solo di divertire, ma anche di
offrire una lettura sensibile e rispettosa delle dinamiche emotive dell’infanzia. Un libro
consigliato per momenti di lettura condivisa, in cui adulti e bambini possano riconoscersi,
dialogare e riflettere insieme.
(Lucrezia Giarratana)

